Corpo, arte, religioni

Padova, 9 novembre 2017. Il rapporto tra corpo, arte e religioni è al centro del progetto di ricerca dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova per l’anno accademico 2017/2018, che viene inaugurato con la prolusione di Cesare Pagazzi, docente di estetica del sacro all’Accademia di Belle arti di Brera.

Il rapporto tra corpo, arte e religioni è al centro del progetto di ricerca dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova per l’anno accademico 2017/2018, a conclusione del triennio dedicato alla riflessione su Il corpo delle religioni e in apertura del neo-nato itinerario artistico-pastorale.

Le attività saranno inaugurate dal dies academicus, giovedì 9 novembre 2017, ore 15.30 nell’aula magna della Facoltà teologica del Triveneto a Padova. La prolusione di Cesare Pagazzi, docente di estetica del sacro all’Accademia di Belle Arti di Brera, svilupperà i fondamenti teologici del rapporto tra corpo, arte e religioni, in particolare collegando i due significati del termine “estetica”, che tocca tanto il ruolo della sensibilità quanto quello dell’arte.

Dopo avere approfondito i temi del Nutrirsi (aa 2015/2016) e del Nascere e morire (aa 2016/2017), l’Issr punta ora su un aspetto che, oltre ad avere una spiccata valenza interculturale e interreligiosa (tratto caratterizzante l’Istituto), è anche in sintonia con il nuovo itinerario artistico-pastorale che da quest’anno si affianca al tradizionale indirizzo pedagogico-didattico. Si tratta di un percorso che mira a collegare l’ambito artistico con il compito formativo della e nella pastorale, proponendo una lettura dell’arte cristiana nell’orizzonte del pensiero teologico (vai alla presentazione).

Questa terza parte del progetto di ricerca, dal titolo Corpo, arte, religioni, prende le mosse dal Messaggio indirizzato agli artisti da papa Paolo VI a conclusione del Concilio Vaticano II. In questo contesto, particolarmente importante appare il passaggio in cui il pontefice menziona le “mani” degli artisti, un segnale significativo del ruolo svolto dalla corporeità nell’intenso rapporto tra arte e religione. Scrive papa Montini: «La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani. Che queste mani siano pure e disinteressate! Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo».

L’arte per l’uomo religioso «costituisce un modo di partecipare ai misteri della sua tradizione e di esprimere la sua fede – commenta il direttore dell’Issr don Livio Tonello –. Si tratta della via pulchritudinis a cui si riferisce papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, una “via” che però oggi richiede anche “il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola, le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali” (n. 167). In effetti se il rapporto tra arte e fede ha contemplato già nello stesso cristianesimo una pluralità di vie diverse e complementari, tanto più queste si mostrano composite se sono messe a confronto le molteplici tradizioni culturali e religiose».

Il progetto annuale si articola in tre appuntamenti. Oltre al dies, ci saranno due giornate di studio.
Mercoledì 7 marzo 2018, ore 15.30, verrà proposta una riflessione sul tema L’estetica del vuoto e del pieno, con gli interventi di Giangiorgio Pasqualotto, docente di Estetica all’Università di Padova, e Andrea Dall’Asta, direttore della Galleria san Fedele di Milano.
Giovedì 19 aprile 2018 alcuni artisti di diverse tradizioni religiose saranno chiamati a illustrare e mettere a confronto le loro originali esperienze estetiche; su Arte sacra a confronto interverranno Tobia Ravà (artista ebreo di Padova); Filip Moroder Doss (artista cristiano della Valgardena); Giovanni Mezzalira (iconografo).

Informazioni: www.issrdipadova.it

P.Z.

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