Mercati, impresa, lavoro: verso nuove assonanze etiche?

Verona, 10 maggio 2019. Un convegno conclude la seconda edizione del corso di perfezionamento in Etica d’impresa promosso da Università di Verona, Facoltà teologica del Triveneto e Fondazione Giorgio Zanotto. Intervista al prof. Renzo Beghini.

Mercati, impresa, lavoro: verso nuove assonanze etiche? è il titolo del convegno in programma venerdì 10 maggio, alle ore 15.30 nell’aula magna della Fondazione Toniolo (Seminario Maggiore di Verona), che concluderà la seconda edizione del Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Etica d’impresa “Giorgio Zanotto” promosso in sinergia fra Università di Verona – dipartimento di Economia aziendale, Facoltà teologica del Triveneto – Istituto superiore di Scienze religiose San Pietro martire, e Fondazione Giorgio Zanotto.
L’evento metterà a fuoco la dimensione etica delle relazioni all’interno del contesto economico attuale a partire da una lectio magistralis del sociologo Daniele Marini, Università degli studi di Padova, direttore Community Media Research. Sulla scorta di queste premesse, dialogheranno poi gli esponenti di quattro ambiti che si confrontano continuamente nell’economia: la finanza, l’impresa, il terzo settore ed il sindacato. Interverranno: Alberto Minali (amministratore delegato del Gruppo Cattolica Assicurazioni), Tomas Chiaramonte (segretario Associazione diocesana opere assistenziali), Andrea Aldrighetti (direttore risorse umane Pedrollo spa) e Massimo Castellani (segretario confederale Cisl Verona).
Al termine, la cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti al Corso di perfezionamento. La partecipazione è libera e gratuita. Scarica l’invito.

Questo appuntamento aperto alla città sarà preceduto da un workshop, nella mattinata, presso il Polo Universitario Santa Marta, a cui sono state invitate una cinquantina di persone che, per il ruolo che ricoprono o per la loro preparazione professionale, possono apportare un contributo al tema scelto: L’impresa come sfida e come vocazione. Partendo da una riflessione sul tema della vocazione e della sapienza fatta da padre Natale Brescianini, monaco camadolese ed esperto di coaching aziendale ed etica d’impresa, e da una serie di testimonianze provenienti sia dal mondo del sociale che dell’impresa responsabile, si svilupperà una riflessione sulle motivazioni che portano alla nascita di imprese.

L’etica trova spazio negli affari

All’indomani della crisi economico-finanziaria del 2008 gran parte degli analisti affermarono che si trattò di una crisi legata ai meccanismi di fiducia, che non devono mancare negli scambi di beni e servizi. È quella che la dottrina sociale della chiesa chiama “giustizia commutativa” e che, appunto, non si esaurisce nello scambio tra cose: il mercato, prima che scambio di beni, è incontro fra persone, cura dell’ambiente e capacità di relazioni.
Nasce da questo pensiero la sinergia fra Università di Verona – dipartimento di Economia aziendale, Facoltà teologica del Triveneto – Istituto superiore di Scienze religiose San Pietro martire, e Fondazione Giorgio Zanotto nel proporre il Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Etica d’impresa “Giorgio Zanotto”. Una quarantina (il doppio dell’anno scorso) i corsisti che hanno concluso il percorso, giunto alla seconda edizione.

Ce ne parla don Renzo Beghini, docente di Teologia morale all’Issr di Verona e coordinatore del corso per la Facoltà teologica.

Professor Beghini. mercato, gestione delle relazioni, creazione di fiducia sono le tre parole-chiave della proposta rivolta a figure apicali e intermedie in azienda. Come si coniugano teologia ed etica con economia e impresa?

«La creazione di relazioni di fiducia incide all’interno dei meccanismi economici di mercato, sia a livello di economia sia a livello di finanza. Il corso intende formare figure “complete”: uomini e donne di successo, sì, ma anche capaci di avere rapporti veri con i loro dipendenti e collaboratori e con la città in cui operano, come fu Giorgio Zanotto, personaggio veronese cui è intitolato il corso. Tra teologia ed economia ci sono alcune voci che si incrociano: valore, fiducia, riconoscimento… e il compito della teologia è recuperare quel significato biblico-sapienziale che può essere un guadagno per le relazioni economiche».

Il corso è multidisciplinare e ha un taglio teorico-pratico.

«Le professionalità manageriali necessitano di multiformi capacità interpretative della realtà per poter espletare in modo efficace le proprie funzioni decisionali. Per questo non possiamo limitarci alla questione teorica (discipline economiche, teologia morale, etica, psicologia, pedagogia) ma abbiamo bisogno di confrontarci con i diversi modelli d’impresa presenti sul mercato e con la gestione tipica del management (gestione del personale piuttosto che dei reparti). Oggi non bastano più gli elementi incentivanti, occorrono meccanismi fiduciali e di riconoscimento reciproco. Perciò la parte pratica è stata implementata e uno degli elementi di verifica del corso quest’anno è la capacità di valutare dal punto di vista etico alcune relazioni fondamentali nei meccanismi d’impresa».

Chi sono i corsisti e quali bisogni esprimono?

«Sono persone già posizionate, dirigenti e manager intorno ai 50 anni, assieme a venticinque-trentenni su cui le aziende hanno deciso di investire; provengono tutti dal Veronese. Sentono fortemente il bisogno di coniugare l’aspetto etico con quello manageriale e per questo puntiamo non tanto a offrire loro una serie di conoscenze ma piuttosto a sviluppare delle competenze che aiutino a interpretare correttamente la realtà, a prendere decisioni coerenti e a valutare responsabilmente le conseguenze del proprio agire».

Ci sarà una terza edizione?

«Possiamo dire che il corso ha avuto successo anche perché ha intercettato una domanda che c’era e che ci rendiamo conto di non aver esaurito. La prima proposta era più trasversale, la seconda è stata più mirata a chi opera in strutture socio-sanitarie e abbiamo avuto un risultato migliore rivolgendoci a una categoria di persone omogenea. Per questo, nella terza edizione, credo che potremo continuare su questa strada».

Paola Zampieri

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