Papa Luciani e l’ecumenismo

Belluno, 25 ottobre 2017. La prima iniziativa accademica del nuovo Issr “Giovanni Paolo I” - Veneto orientale rende omaggio al papa da cui ha preso il nome. Legame col territorio e valorizzazione delle iniziative in loco sono alla base del programma illustrato dal direttore don Michele Marcato.

L’ecumenismo in Albino Luciani a 500 anni dalla Riforma è il titolo della prima iniziativa accademica straordinaria organizzata dal neonato Istituto superiore di Scienze religiose “Giovanni Paolo I” – Veneto orientale. Il convegno si svolgerà mercoledì 25 ottobre 2017 alle ore 18, al Seminario Gregoriano di Belluno.
Numerose le relazioni e testimonianze in programma. Nella prima parte interverranno: Agostino Garufi, pastore emerito della chiesa valdese di Venezia, e Riccardo Burigana, docente di Storia ecumenica della chiesa all’Istituto di Studi ecumenici di Venezia e direttore del Centro studi per l’ecumenismo in Italia (“Lutero chi? La figura di Lutero negli scritti di Albino Luciani).
Nella seconda parte sono previste le relazioni di Patrizia Luciani, docente di lettere che ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia del cristianesimo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi sull’episcopato veneziano di Albino Luciani (Albino Luciani, gli anni Settanta e un difficile ecumenismo), e Mauro Velati, docente di storia e filosofia e perito storico per la Positio nella causa di canonizzazione di Albino Luciani – Giovanni Paolo I (Il patriarca di Venezia e il rapporto con le chiese non cattoliche). Le conclusioni saranno a cura del direttore dell’Issr don Michele Marcato.
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Un Istituto presente nel territorio

Con questa proposta – realizzata in collaborazione con la Fondazione Papa Luciani-Giovanni Paolo I di Canale d’Agordo, con il Centro di spiritualità e cultura “Papa Luciani” di Santa Giustina e con il Consiglio Regionale del Veneto – l’Istituto intende valorizzare la propria identità e le risorse del territorio.
Nata dall’accorpamento dell’Issr di Treviso e Vittorio Veneto con quello di Belluno, la nuova realtà (con sede a Treviso e polo didattico a Belluno) desidera infatti mantenere vive le proposte culturali locali presenti in un’area vasta e dalle caratteristiche diverse.

«Il sottotitolo “Veneto orientale” dato all’Istituto – spiega il direttore don Michele Marcato – dice che il bacino di utenza sono le province di Belluno, Treviso, Vittorio Veneto e parte di Venezia. Non è l’Istituto di Treviso. E per questo stiamo collaborando con le diverse realtà locali per valorizzare le risorse in loco: ora è la volta di papa Luciani – bellunese, a cui oltre tutto è intitolato l’Istituto – poi vedremo di pensare altre iniziative, legate ad esempio al turismo religioso che caratterizza l’area montana».

E proprio per non penalizzare le realtà periferiche, anzi per favorire il diritto allo studio di tutti i potenziali studenti, l’Istituto ha avviato il polo didattico bellunese con la modalità Fad: la frequenza sincrona a distanza, che permetterà di seguire in collegamento diretto le lezioni che si svolgono a Treviso. «In alcune occasioni però – spiega don Marcato – ci saranno degli scambi: i professori saranno a fisicamente a Belluno e trasmetteranno le lezioni a Treviso. Così ci sarà modo di far crescere anche un rapporto personale diretto tra docenti e studenti».

Paola Zampieri

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