Per i docenti, un anno di riflessione su “Veritatis gaudium”. Il teologo Theobald al dies academicus

Nel solco di una chiesa in missione e in dialogo, la Facoltà si impegna a riflettere, nell’anno accademico 2018/19, sulla nuova magna charta che orienta il lavoro delle istituzioni accademiche ed educative ecclesiastiche. Obiettivo: migliorare l’attività di insegnamento e di ricerca, ma anche l’interscambio con gli altri saperi e con la vita della società.

Porta la data dell’8 dicembre 2017 la costituzione apostolica Veritatis gaudium, con cui papa Francesco – aggiornando Sapientia christiana di Giovanni Paolo II (1979) – offre significativi e in parte nuovi criteri di fondo per il rinnovamento e il rilancio del contributo degli studi ecclesiastici alla vita della chiesa e alla sua testimonianza nel mondo. «Si tratta di un documento che sprona anche la nostra Facoltà – spiega il preside mons. Roberto Tommasi – a ripensare e rinnovare l’impegno nella docenza, nella ricerca accademica, nella comunicazione del messaggio di cui è portatore il sapere teologico e nel fare rete».

Per questo l’anno accademico 2018/2019 vedrà impegnati tutti i docenti, sia personalmente sia nei diversi organismi di partecipazione (consigli di istituto e collegi docenti di ogni sede del Triveneto), in momenti di riflessione e di confronto a partire dalla costituzione, e in particolare dal suo proemio, per poi convergere con contributi e proposte nel consiglio di Facoltà della primavera 2019. Il primo passo previsto dalla Congregazione per l’Educazione cattolica è la presentazione, entro l’8 dicembre 2019, degli statuti delle Facoltà e degli Istituti riveduti secondo le indicazioni della costituzione.

Imparare a vivere sulle frontiere

Nell’ampio proemio di Veritatis gaudium papa Francesco traccia il profilo programmatico dell’impegno culturale cristiano e degli studi ecclesiastici: «Secondo quanto insegna il Vaticano II – spiega Tommasi – occorre superare il divorzio tra fede e vita e fra teologia e pastorale; va inoltre considerato il fondamentale nesso tra questione sociale e questione antropologica che investe il destino dell’intera famiglia umana (n. 3). Chi scrive – sottolinea – ha in mente un nuovo umanesimo che permette all’uomo contemporaneo di ritrovare se stesso in Cristo».

«La filosofia e la teologia – prosegue Tommasi – permettono di acquisire le convinzioni che strutturano e fortificano l’intelligenza e illuminano la volontà. Ma tutto questo è fecondo solo se lo si fa con la mente aperta e in ginocchio. Il teologo che si compiace del suo pensiero completo e concluso è un mediocre. Il buon teologo e filosofo ha un pensiero aperto, cioè incompleto, in sviluppo, sempre aperto al maius di Dio e della verità».

In questa direzione di “chiesa in uscita”, Francesco indica quattro macro criteri-guida per il rinnovamento e il rilancio del contributo degli studi ecclesiastici. Tommasi così li riassume: «Il radicamento intellettuale ed esistenziale nel cuore della sempre nuova e affascinante lieta notizia del vangelo di Gesù, che diventa carne e sostanza della vita della chiesa e dell’umanità; il ripensare e aggiornare intenzionalità e organicità delle discipline e degli insegnamenti, nonché della ricerca scientifica nella logica del dialogo a tutto campo; la coltivazione dell’inter-disciplinarietà e della trans-disciplinarietà nella luce della Rivelazione cristiana; la necessità di fare rete tra le diverse istituzioni che in ogni parte del mondo coltivano e promuovono gli studi ecclesiastici, attivando in pari tempo opportune sinergie con le istituzioni universitarie e accademiche dei diversi paesi».

Veritatis gaudium «ci sprona a concentrarci sull’essenziale della teologia – conclude Tommasi – e ad allargare gli orizzonti affinché quella verità corrispondente alla multiforme ricchezza del reale che cerchiamo e intendiamo servire crei sempre più comunicazione e comunione fra i saperi e fra gli uomini. In una parola, ci chiede di saper vivere sulle frontiere».

Il teologo Christoph Theobald al Dies academicus 

A tenere la prolusione per l’anno accademico 2018/2019 della Facoltà, la mattina del 22 novembre 2018, sarà un teologo fra i più significativi nel panorama internazionale: il prof. Christoph Theobald, docente di Teologia dogmatica e fondamentale al Centre Sevres di Parigi. Il teologo gesuita tratterà il tema del fare teologia nel contesto della post-modernità.
Nel pomeriggio il prof. Theobald animerà un incontro seminariale – riservato ai docenti della sede di Padova e di tutti gli istituti in rete – dal titolo “Veritatis gaudium”: una sfida per la teologia. Lettura critica di VG capp. 1-6.

 

Paola Zampieri

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