Primo ciclo – Studiare teologia: perché?

News aa 2021/2022 Percorso di teologia – Baccalaureato. Un quinquennio di studio della filosofia, della Bibbia, della storia, della teologia e delle scienze umane. Obiettivi: formare gli insegnanti di religione di domani e persone capaci di inserirsi nei contesti vitali e nelle dinamiche di trasformazione culturale della nostra società.

Il primo grado degli studi teologici proposto dalla Facoltà teologica del Triveneto è un ciclo istituzionale, quinquennale, che offre una preparazione teologico-umanistica tramite l’insegnamento della filosofia, della Bibbia, della storia, della teologia e delle scienze umane (vedi qui i dettagli dell’offerta formativa – scarica il pieghevole).
Approfondiamo questo percorso di studi con il direttore del primo ciclo, don Gastone Boscolo.

Professor Boscolo, perché studiare teologia oggi?
«Lo studio della teologia non è più solo “roba” da preti. Ogni credente è chiamato ad approfondire e comprendere la sua fede, non è tuttavia suo compito specifico quello di andare fino in fondo alle singole questioni che possono sorgere e che richiedono di essere meglio indagate e risolte. Questo è il compito del teologo, e questo è l’obiettivo dello studio della teologia. Il teologo non è un inventore, ma un ricercatore: non inventa nulla di nuovo, ma cerca, prova a comprendere meglio e approfondire, perché anche altri possano giungere alle consapevolezze che lui ha raggiunto per primo».

Che tipo di preparazione si acquisisce?
«Studiare teologia è molto più che essere disponibili ad apprendere, ricevere e acquisire informazioni. È esercizio della capacità razionale del credente teso ad approfondire il mistero di Dio. Lo studio della teologia apre la persona a un interesse più vasto di quello dell’hobby individuale. Chi studia teologia non deve attendersi risposte preconfezionate e facili, ma argomenti per approfondire il mistero di Dio e della chiesa, e per inserirsi con maggiore preparazione nei contesti vitali e nelle dinamiche di trasformazione culturale della nostra società».

Nel futuro lavorativo, quali prospettive si intravvedono?
«Lo studio della teologia è finalizzato a far sì che il credente possa rendere ragione della propria fede, come scrive l’autore della prima lettera di Pietro (3,15). Oggi tuttavia c’è una questione molto pratica: nelle diocesi della regione triveneta c’è estremo bisogno di insegnanti di religione (Irc). I direttori degli Uffici scuola diocesani sono in grossa difficoltà nel reperire supplenti e nei prossimi anni la situazione si aggraverà, visto che per un certo numero di docenti Irc si profila all’orizzonte il pensionamento per raggiunti limiti di età. Si sta tamponando affidando le supplenze a studenti o insegnanti Irc che provengono da altre regioni. Questo significa che, vista la carenza di docenti Irc, l’iscrizione oggi alla Facoltà di Teologia offre garanzia di un lavoro certo domani».

Paola Zampieri

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