Primo ciclo – Un punto di vista diverso sul mondo

News aa 2019/2020 Percorso di teologia – baccalaureato. Anche lo studio della teologia è espressione della chiesa che annuncia il vangelo. Capacità critica di leggere il mondo in cui viviamo, di rispondere alla ricerca di senso, di interagire nella vita della chiesa e della società: sono le competenze offerte da una formazione globale della persona. E il metodo missionario, “in uscita”, entra nell’insegnamento della teologia.

È lecito, da un punto di vista morale, fare un rimborso a pioggia su tutti coloro che hanno perso i propri risparmi per il fallimento dalle banche? L’eticità della finanza è una questione di estrema attualità e gli studenti del corso di Teologia morale sociale, al quarto anno del percorso di Teologia, la dibattono in classe.

È un esempio “applicativo” della riflessione teologica a un ambito del vivere comune. Una riflessione possibile perché fondata sulle solide basi dello studio della filosofia, della sacra Scrittura, della teologia fondamentale, della storia della chiesa, della sociologia, della psicologia.

A presentare il primo ciclo degli studi teologici della Facoltà teologica del Triveneto (ciclo istituzionale) (scarica il depliant informativo per l’aa 2019/2020 e il programma dei corsi) è il direttore, don Carlo Broccardo.

«Aprire la mente dei nostri studenti, fornire categorie, strumenti concettuali per capire la teologia e per entrare in dialogo con il mondo in cui viviamo – spiega – è la caratteristica della formazione che offriamo nel quinquennio che porta al conseguimento del grado accademico di baccalaureato».
«L’obiettivo – prosegue – non è tanto la spendibilità immediata di quanto appreso – che pure ha uno sbocco principale nell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado – ma è piuttosto quello di imparare a porsi domande, a “non farsi anestetizzare dalla banalità, a cercare senso nella vita”, per usare un’espressione di papa Francesco nell’esortazione “Christus vivit”».

Controcanto alle sirene

Scrive il pontefice: «Troppo spesso si è condizionati da modelli di vita banali ed effimeri, che spingono a perseguire il successo a basso costo, screditando il sacrificio, inculcando l’idea che lo studio non serve se non dà subito qualcosa di concreto. No, lo studio serve a porsi domande, a non farsi anestetizzare dalla banalità, a cercare senso nella vita. È da rivendicare il diritto a non far prevalere le tante sirene che oggi distolgono da questa ricerca. Ulisse, per non cedere al canto delle sirene, che ammaliavano i marinai e li facevano sfracellare contro gli scogli, si legò all’albero della nave e turò gli orecchi dei compagni di viaggio. Invece Orfeo, per contrastare il canto delle sirene, fece qualcos’altro: intonò una melodia più bella, che incantò le sirene. Ecco il vostro grande compito: rispondere ai ritornelli paralizzanti del consumismo culturale con scelte dinamiche e forti, con la ricerca, la conoscenza e la condivisione» (Christus vivit, n. 223).

«Se da una parte non abbiamo l’urgenza della spendibilità – precisa Broccardo – dall’altra tutti i nostri docenti hanno ben chiaro che lo scopo dello studio non è puramente intellettuale, ma deve corrispondere all’esigenza di formare una persona in grado di interagire nella vita della chiesa e della società. Ciò significa formare persone con una capacità critica, una capacità di influire sul modo di pensare comune, appunto come Orfeo che, per contrastare il canto delle sirene, intonò una melodia più bella che le incantò. In questo senso ciò che noi insegniamo può rispondere ad alcune esigenze del mondo d’oggi, alle richieste di senso che si levano da più parti».

Avere acquisito una visione diversa del mondo, una capacità di leggere in modo diverso alcuni fatti, dinamiche, tendenze significherà anche essere in grado di tradurli per altre persone, assumendo un ruolo di mediazione efficace. «Una caratteristica – sottolinea Broccardo – che dà valore aggiunto all’impegno di insegnanti, catechisti, animatori liturgici e di tutti coloro che sono impegnati in vario modo in parrocchia». Senza dimenticare la possibilità di continuare il percorso teologico con l’accesso al secondo ciclo (licenza, nelle due specializzazioni in teologia pastorale e teologia spirituale) e poi al terzo (dottorato).

La novità: un corso di teologia della missione

L’anno accademico 2019/2020 presenterà una novità: un corso di Teologia della missione, che nasce nel contesto del mese missionario straordinario indetto da papa Francesco per ottobre 2019, con l’intento di «risvegliare la consapevolezza della missio ad gentes e riprendere con nuovo slancio la responsabilità dell’annuncio del Vangelo». In quest’ambito, sollecitata anche dalla Commissione triveneta dei Centri missionari diocesani, la Facoltà istituisce, solo per quest’anno, il corso complementare: Teologia della missione – Da Ad gentes a Evangelii gaudium.

Il corso è pensato per quanti sono in formazione teologica ma è proposto anche a coloro che in vario modo gravitano nell’ambito missionario, come collaboratori degli uffici diocesani o animatori per la sensibilizzazione missionaria nelle parrocchie, e alle persone semplicemente interessate ai temi che saranno affrontati.
È possibile iscriversi come uditori.

«Nel mondo globalizzato e connotato dal pluralismo culturale e religioso, la teologia della missione – spiega Broccardo – vuol essere una proposta concreta, per cui alla riflessione ecclesiologica, a partire da Evangelii gaudium, sarà affiancata la presentazione di alcune esperienze delle diocesi del Triveneto. Cercheremo in questo modo di vedere come si sta rispondendo all’idea nuova, espressa in Veritatis gaudium, di uno studio della teologia che sia espressione della chiesa che annuncia il vangelo».

Come momento di sintesi e approdo del percorso sarà offerta una riflessione sistematica su alcuni elementi della missione: testimonianza e annuncio; liturgia, preghiera e contemplazione; giustizia, pace e integrità del creato; dialogo interreligioso; inculturazione; riconciliazione.

E per continuare a camminare «sulla strada di una chiesa e di una Facoltà “in uscita missionaria” – anticipa Broccardo – il metodo missionario, “in uscita” appunto, sarà progressivamente inglobato nell’insegnamento e nello studio della teologia. È questo uno degli obiettivi a cui si sta lavorando nei diversi collegi docenti degli Istituti in rete della Facoltà teologica del Triveneto, in risposta agli stimoli lanciati da papa Francesco con l’esortazione Veritatis gaudium sul rinnovamento degli studi ecclesiastici».

Si segnala che i corsi di Teologia della missione, Teologia morale sociale, Teologia morale familiare e Didattica Irc sono validi per l’aggiornamento e la formazione dei docenti. Iscrizioni tramite la piattaforma SOFIA.
La Facoltà è ente accreditato presso il Miur ai sensi della Direttiva 170/2016.

Paola Zampieri

Le iscrizioni alla Facoltà teologica del Triveneto
sono aperte fino alla fine di settembre 2019
(tranne il periodo di chiusura della segreteria, dal 22 luglio al 26 agosto).

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