COMUNICATO STAMPA 39/2025
Padova, 27 ottobre 2025
Cristianesimo nella storia: quale potere?
La rivista Studia patavina dedica un focus a un tema vivo e attuale: il nesso fra cristianesimo e potere. Un rapporto sempre nell’atto di costruirsi, in un processo non sempre del tutto lineare; condizione per una chiesa nel mondo fedele alla sua vocazione e per una realtà politica e sociale rispettosa della dignità di ogni vita.
È in uscita un nuovo numero di Studia patavina (1/2025), la rivista della Facoltà teologica del Triveneto, che presenta un focus dal titolo Cristianesimo nella storia: quale potere? «Si tratta di un approfondimento interdisciplinare che indaga sulle forme del potere in esercizio nel, dal e sul cristianesimo» spiega Roberto Tommasi, ordinario di Filosofia alla Facoltà, che con Enrico Riparelli, docente di Teologia all’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova, ha coordinato il lavoro. «Una questione complessa e ineludibile – prosegue – sulla quale il focus intende offrire differenti sguardi prospettici che mostrano come il cristianesimo, in quanto nel mondo, è esercizio di potere e si intreccia con i poteri operanti nel mondo, mentre in esso opera una forma singolare di potere radicata nell’incarnazione del Verbo di Dio. La storia di Gesù di Nazareth, infatti, con il concetto dell’amore (agape) destinato a tutti come dono e come vocazione, testimonia all’umanità la possibilità di un senso nuovo e una nuova linfa della potenza, della forza e del potere».
Apre il focus Enzo Pace (Università di Padova) riflettendo su come, dagli anni Ottanta del secolo scorso a oggi, il fattore “religione” costituisca il valore aggiunto per comprendere le relazioni internazionali contemporanee, dove le religioni rientrano in gioco perché le politiche d’identità nazionale hanno bisogno di una legittimazione simbolica (Il fattore religione nella geopolitica contemporanea). Si cala in un periodo storico diverso Paolo Bettiolo (Università di Padova), che studia i rapporti del cristianesimo (minoritario) con i poteri secolari nell’impero persiano tra IV e VII secolo, dove emerge la dinamica del compromesso con il potere e la cultura dominante (Tra Dio e Cesare. Il caso della chiesa siro-orientale).
La forza tipica del soft power della chiesa e, più ampiamente, del cristianesimo è messa in luce da Felix Körner (Humboldt-Universität, Berlino), per cui la teologia cristiana deve saper guardare all’insieme politico dello Stato – ai politici, al governo, ai partiti e ai loro programmi – alla luce del già e non ancora Regno di Dio (Religione come relativizzazione del potere umano. Ripensando la teologia politica in chiave critica).
Il nodo del rapporto che il cristianesimo stabilisce con il potere è al centro del contributo di Silvano Petrosino (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), che si sofferma sulle distinzioni potenza-potere e religiosità-religione per esaminare poi il ruolo che il potere svolge all’interno del cristianesimo a partire dalla consapevolezza che quest’ultimo è, al tempo stesso, una religione e un al di là di ogni religione (Il potere nel cristianesimo: tra ambivalenze e contaminazioni). Con l’attenzione al fenomeno sempre più pervasivo dell’incontro interculturale e interreligioso, e all’affermarsi nella nostra epoca di una vera e propria civiltà delle immagini, Enrico Riparelli affronta il rapporto fra religione e potere attraverso il prisma della correlazione fra religione e arte (Religione e arte: un potere per chi non ha potere).
L’approfondimento del nesso tra cristianesimo e potere prosegue nell’Agorà, con due riflessioni dal punto di vista delle donne. Chiara Tintori, politologa e saggista, intervistata da Assunta Steccanella (Facoltà teologica del Triveneto) affronta la relazione tra donne e potere in ambito sociale ed ecclesiale (Quale genere di potere? Donne e leadership nella società e nella Chiesa). Stefanie Knauss, docente di Teologia alla Villanova University (USA), intervistata da Stefano Didonè (Facoltà teologica del Triveneto) approfondisce i possibili intrecci fra teologia e potere sotto la prospettiva di genere (Cristianesimo e potere: una storia solo al maschile?).
Oltre al Focus, la rivista propone i seguenti articoli: Essere preti per evangelizzare: sfide e opportunità per il presente, di Rolando Covi (Facoltà teologica del Triveneto); Kierkegaard e l’arte di diventare se stessi, di Igor Tavilla (Central European Institute Søren Kierkegaard, Ljubljana); «L’immensa maggioranza del popolo di Dio» (EG 102). Solo una formula a effetto?, di Ugo Sartorio (Facoltà teologica del Triveneto); infine, «Il matrimonio come segno implica un processo dinamico»: provocazioni per la sacramentalità del matrimonio, tra racconti biblici e vita coniugale, ultimo lavoro di Andrea Albertin – scritto a quattro mani con Francesco Pesce – completato prima della sua improvvisa e prematura scomparsa nel luglio scorso.
Completa il fascicolo una ricca sezione di recensioni e segnalazioni bibliografiche.
Il fascicolo 1/2025 può essere richiesto (al costo di € 17,00) a studiapatavina.abbonamenti@fttr.it
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