Nell’ottavo centenario della nascita di san Tommaso d’Aquino (1225-2025), la Facoltà teologica del Triveneto ha proposto la giornata di studio “Dare intelligenza alla fede, dare fede all’intelligenza. Tommaso d’Aquino, maestro di libertà intellettuale tra filosofia e teologia, nell’VIII centenario della nascita”, che si è svolta l’11 dicembre nella sede di Padova.
Angelo Campodonico, già ordinario di Filosofia morale all’Università di Genova e studioso del pensiero di Tommaso, ha tenuto la lectio magistralis “Tommaso maestro di libertà. Leggere le domande del nostro tempo alla luce del suo pensiero”. Sono intervenuti Enrico Moro (Università di Padova, Facoltà teologica del Triveneto) e Alberto Peratoner (Facoltà teologica del Triveneto, Seminario Patriarcale di Venezia).
«Tommaso è pensatore del suo tempo, attivo nel suo tempo; e nel suo tempo capace, pur senza mai derogare alla proverbiale mitezza che lo distingueva, di assumere posizioni nette e, spesso, non conservative» ha affermato Enrico Moro. Il suo inconfondibile stile di pensiero – caratterizzato da sviluppo dell’indagine paziente, confronto con le argomentazioni opposte, con pensatori anche di tradizioni differenti, la costante consapevolezza del limite del linguaggio e del concetto – ha «una valenza non solo didattica, ma anche educativa – per non spingersi a dire sociale e politica – che si conserva, immutata o forse anche accresciuta, nello scenario odierno».
Alberto Peratoner richiamando il significato epocale della Scuola domenicana del XIII secolo e il magistero della chiesa, ha evidenziato come «uno dei grandi meriti – ma non certo il solo – di quella stagione dei grandi pensatori della scolastica medievale, con la filosofia di Alberto Magno e Tommaso, fu il riscatto della positività della natura, del reale finito. Questo è un tema di grandissima attualità che ci offrirebbe una chiave di lettura eccezionale sulla questione ambientale, oggi, riportandola al suo spessore ontico creaturale. Ma è solo un esempio. Nella miniera dell’aristotelismo medievale, così prorompente nei suoi risultati scientifici, logici, analitici e anche teologici, metafisici, etici, antropologici, c’è ancora molto da esplorare».
Premettendo che non si può leggere Tommaso individualisticamente come se fosse un moderno, Angelo Campodonico ha centrato la sua riflessione su alcuni punti, a partire dall’intellettualismo (non razionalismo) dell’Aquinate: «Si tratta della fiducia – ha spiegato – nella intelligibilità della realtà che è conosciuta da diverse prospettive, innanzitutto da Dio creatore, poi da altre creature e in seconda battuta da noi che non la possiamo mai cogliere in maniera esauriente. La realtà ha una sua intelligibilità che non è alla misura della ragione umana, ma va oltre».
Un contenuto determinante del pensiero di Tommaso è il fatto che, come teologo, egli pone Dio al centro della realtà e della sua opera. «Ciò che nella mia vita e nella storia appare casuale, la stessa eterogenesi dei fini per cui ottengo altro rispetto a ciò a cui avevo puntato originariamente, è compatibile con la provvidenza di Dio, – ha affermato – proprio perché Dio è al di sopra dell’ordine della necessità e della contingenza, in quanto dà l’essere e la determinazione a ogni ente, Egli può anche agire come causa prossima in certi casi».
Da un punto di vista antropologico, Campodonico ha sottolineato come per Tommaso l’uomo si conosce sempre di più agendo, rapportandosi al mondo e quindi tornando su di sé. Sul piano dell’etica «anziché una morale intesa come complesso di soffocanti doveri, traspare in Tommaso una concezione della positività della vita e dell’agire, dove l’amore di sé non è in contrasto con l’amore di Dio anche solo implicitamente conosciuto e amato». Se quella di Tommaso è un’etica delle virtù, «la legge morale va intesa a partire da alcune inclinazioni in positivo come apertura a possibilità e non solo in negativo come elenco di divieti».
La giornata di studio è stata caratterizzata da una visita guidata a una esposizione di edizioni antiche e moderne delle opere di Alberto Magno e Tommaso provenienti dalla Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova – Sezione Antica, Biblioteca della Facoltà Teologica del Triveneto, Biblioteca dell’Abbazia mechitarista di San Lazzaro – Venezia e da una collezione privata
Al termine, due studenti del ciclo istituzionale della Facoltà, Giacomo Buson ed Elia Biasia, hanno presentato La Summa Theologiae. Percorsi di lettura, sintesi del lavoro seminariale guidato dal prof. Alberto Peratoner nel primo semestre dell’anno accademico 2025/26.
Paola Zampieri


