Il potere del limite. Il Festival biblico in Facoltà

Padova, 14 maggio 2026. San Paolo e il limite, il potere della parola e i tesori arabi e orientalistici della biblioteca del Seminario nella ricca proposta della tappa in Facoltà.

Doppio appuntamento in Facoltà teologica a Padova per il Festival biblico edizione 2026, che ha per tema Il potere del limite.

Giovedì 14 maggio 2026 alle ore 15.30 si terrà l’incontro Abbiamo un tesoro in vasi di creta” San Paolo e il limite, con il biblista Ernesto Borghi; modera il teologo Giulio Osto, vicedirettore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova.

San Paolo parla del limite che impedisce di insuperbire ed è proprio in questo limite che la grazia di Dio “si manifesta pienamente”. I cristiani sono descritti come tesori custoditi in “vasi di creta”, sottolineando la finitezza strutturale della natura umana che però contiene l’infinito di Dio.

Evento in memoria del biblista padovano Andrea Albertin, morto a 49 anni il 1° luglio 2025, di cui è stato di recente pubblicato postumo un volume già da lui completato: Annunciare e vivere Cristo. Le lettere di san Paolo e le lettere non giovannee (Edizioni Messaggero Padova-Facoltà Teologica del Triveneto).

Il secondo appuntamento della giornata, alle ore 18.00 sarà un dialogo dal titolo Libertà e limiti. Il potere della parola, con la filosofa Catherine Chalier e l’ebraista Maria Teresa Milano; modera il biblista Maurizio Girolami, preside della Facoltà teologica del Triveneto.

La parola è fonte di limiti, secondo il primo capitolo della Genesi. Senza di essa prevalgono la confusione e la violenza. Il pensiero viene esaminato secondo diversi registri. Secondo la Bibbia, è la parola che fa emergere distinzioni e limiti. Solo la parola sarà creatrice di vite differenziate, come le descrive il primo libro della Genesi: astri, vegetali, animali, umani. Il limite imposto a noi stessi e ai nostri poteri, come dice Levinas, è determinato invece dal “viso” dell’altro (Catherine Chalier). L’evento di liberazione e l’attraversamento del Mar Rosso di cui si narra nel libro dell’Esodo definiscono il confine netto e il passaggio da una realtà in cui i limiti sono strumento di oppressione a un cammino segnato dall’accoglienza della Legge e quelle “dieci parole” costituiscono i limiti necessari affinché la massa di schiavi possa divenire un popolo che impara a costruire la libertà e ad abitare la storia (Maria Teresa Milano).

Nella stessa giornata sarà possibile visitare i tesori arabi e orientalistici della Biblioteca Antica del Seminario vescovile di Padova, con accessi guidati all’esposizione Bibbia araba e Corano. Il Marracci, il Barbarigo e l’Oriente nei seguenti orari: 11.00-11.45; 12.00-12.45; 14.00-14.45.
Per info e prenotazioni (obbligatorie) consultare questa pagina.

Bibbia e Corano sono due testi sacri spesso accostati, ma profondamente differenti. Alcuni tesori della Biblioteca Antica del Seminario di Padova sono l’occasione per scoprire paesaggi affascinanti di questi mondi, agli albori dell’orientalistica cattolica moderna nel Seicento, della quale il lucchese Ludovico Marracci (1612-1700) fu una delle figure più significative. Marracci infatti completò la revisione globale della Bibbia in arabo, pubblicata a Roma nel 1671: “Biblia Sacra Arabica” e realizzò anche la traduzione integrale in latino del Corano, stampata dalla Tipografia del Seminario di Padova nel 1698, per diretto interessamento del cardinale Gregorio Barbarigo.

Scarica il programma completo del Festival biblico a Padova.

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