Il presbiterato: Paolo VI e Giovanni Paolo II interpreti del Concilio

Novità editoriale – Alberto Malaffo presenta un approfondito studio di ricerca e analisi su come il presbiterato, così come è emerso dal concilio Vaticano II, è stato recepito dagli interventi magisteriali di Paolo VI e di Giovanni Paolo II.

I magisteri di Paolo VI e di Giovanni Paolo II come hanno recepito la lezione conciliare sul presbiterato? Intende rispondere a questa domanda il lavoro di ricerca dottorale di Alberto Malaffo, dal titolo Il presbiterato nei documenti del concilio Vaticano II. Recezione in Paolo VI e Giovanni Paolo II.

La novità di questo studio è data dalla lettura diacronica dei documenti del Vaticano II e dei due papi, confrontando i dati, quasi come una sinossi, così da dedurre, da un lato, le peculiarità che caratterizzano l’insegnamento del Concilio e di ciascuno dei due pontefici rispetto al presbiterato e, dall’altro, la qualità di recezione dei documenti conciliari nel magistero pontificio.

«Lo studio di come il magistero pontificio abbia presentato negli ultimi decenni il ministero presbiterale, – scrive l’autore nell’introduzione al volume – aiuta a coglierne i nuclei teologici essenziali, attorno ai quali è possibile, ancora oggi, costruire una solida figura ministeriale, capace di rispondere adeguatamente alle esigenze odierne della chiesa». Le principali questioni teologiche, pastorali, sociali e culturali, che emergono dallo studio del tema sono decisive per capire a quali domande urgenti i pontefici abbiano dovuto rispondere nei loro interventi e insegnamenti sul presbiterato. «Nel magistero del papa – prosegue Malaffo – la chiesa si fa madre, amica e, soprattutto, padre, chiamata, com’è, a dare sostegno e linee chiare ai propri figli che desiderano una guida sicura, per trovare la propria identità e la propria funzione all’interno della società e dello stesso corpo ecclesiale».

Un’attenzione particolare è riservata alla questione del celibato, data l’importanza attribuita al tema da entrambi i pontefici. «Il celibato, sebbene di natura non dottrinale e, dunque, non richiesto dalla natura del presbiterato, è obbligatorio per coloro che esercitano il ministero sacerdotale nella chiesa latina – scrive Malaffo –. Di fronte alle tante critiche mosse a tale disciplina, Paolo VI e Giovanni Paolo II si sono sempre prodigati affinché essa venisse mantenuta e compresa come alto valore sia dai presbiteri che la vivono sia dal popolo di Dio che ne usufruisce».

Accanto all’analisi di quale peculiare teologia del presbiterato emerga dalle indicazioni magisteriali dei due pontefici, e a partire dai punti in comune rilevati, l’autore tenta infine un rilancio del presbiterato con qualche proposta teologico-pastorale che potrebbe contribuire a risolvere alcune criticità che ancora oggi ostacolano un esercizio autentico e incisivo del presbiterato.

Alberto Malaffo, Il presbiterato nei documenti del concilio Vaticano II. Recezione in Paolo VI e Giovanni Paolo II (Sophia. Episteme – Dissertazioni, 26), Emp-Fttr, Padova 2018, pp. 432, € 32,00.

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Destinatari. Presbiteri, operatori pastorali, formatori ed educatori.

Autore. Alberto Malaffo, nato a Verona nel 1982, è presbitero della diocesi di Verona dal 2007. Attualmente è vicerettore del quadriennio teologico nel Seminario vescovile di Verona e collaboratore per la formazione permanente del clero nella diocesi veronese. Presso la Pontificia Università Gregoriana ha conseguito, nel 2012, la licenza in teologia dogmatica e, nel 2016, il dottorato in teologia, difendendo il presente lavoro di tesi. Dal 2015 è docente presso lo Studio teologico San Zeno (Verona), in cui tiene il corso di Teologia del ministero ordinato.

 

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