La morte e il morire. Oltre il paradigma della rimozione

Studia patavina 2/2014
Quanto e come è cambiato il modo di vivere la morte da parte del morente e da parte di chi lo assiste, nelle famiglie e nelle strutture ospedaliere? E come è mutata l’azione pastorale delle chiese nell’attuale modo di affrontare la morte, in una società in cui malattia e morte sono sempre più ospedalizzate mentre si affievolisce la visione di fede tradizionale, che legava il momento del trapasso a pratiche cristiane ben precise quali la confessione, il viatico, l’unzione degli infermi?
Studia patavina, la rivista della Facoltà teologica del Triveneto, nel focus del numero 2/2014, affronta il tema La morte e il morire: oltre il paradigma della rimozione secondo i punti di vista sociologico, etico e bioetico, pastorale, medico.
Sono sei i contributi proposti, a partire dall’editoriale di Antonio Da Re, docente di storia della filosofia morale e di bioetica all’Università di Padova, che ha coordinato il lavoro; seguono: Stefano Allievi (La morte declinata al plurale. Tra rimozione ed emozione: smascherare i tabú per ritrovare un senso); Francesca Marin (Vita, salute e autonomia: alcuni aspetti problematici nel dibattito bioetico sul fine vita); Angelo Brusco (La preparazione alla morte, l’accompagnamento pastorale del morente, l’elaborazione del lutto: l’evoluzione delle pratiche pastorali); Valter Giantin (Il morire: la prospettiva medica); Luigi Colusso (Accompagnare nel lutto. Il progetto «Rimanere insieme» dell’Advar di Treviso).
 

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