Narrare la vocazione ai giovani oggi secondo lo stile di Giovanni Paolo II

Novità editoriale. Stima, fiducia, ascolto, empatia, autenticità, coraggio, interezza, gioia, gratitudine: sono i nove atteggiamenti suggeriti da papa Wojtyla per narrare la vocazione ai giovani di oggi, secondo la tesi di Giovanni Molon.

Come narrare la vocazione ai giovani di oggi? A partire da nove atteggiamenti che qualificano uno stile relazionale “ospitale”. Si può riassumere così l’intuizione di fondo del volume di Giovanni Molon Narrare la vocazione ai giovani. Lo stile di Giovanni Paolo II (Sophia. Episteme – Dissertazioni 28, EMP-FTTR, Padova 2020, pp. 502, € 35), che intende offrire una traccia per un possibile itinerario di annuncio vocazionale.

Il lavoro nasce dall’analisi dello stile di Giovanni Paolo II, che del rapporto con i giovani e dell’annuncio della vocazione è stato maestro. Stimafiduciaascoltoempatiaautenticitàcoraggiointerezzagioiagratitudine emergono con evidenza dal suo magistero, rivelando la duplice qualità di “narrare” la vocazione e di “dischiudere” ad essa.

Il “filo” per leggere questo libro ci viene consegnato nella prefazione al testo da don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio nazionale CEI per la pastorale delle vocazioni: «L’annuncio della vocazione ai giovani parte dalla propria, di vocazione; dalla costante riscoperta della fedeltà misericordiosa di Dio che con pazienza continua a voler compiere l’opera iniziata, quella che insieme a lui abbiamo intuito, voluto profondamente e forse anche a volte rifiutato». Un certo tipo di stile di vita e di relazione, più delle parole – come ha insegnato la figura di Giovanni Paolo II – riesce a comunicare e ad aprire a una prospettiva di accoglienza della volontà di Dio sulla propria vita. Una qualità di primaria importanza negli accompagnatori – ha sottolineato d’altra parte papa Francesco in Christus vivit (n. 246) – è «il riconoscimento della propria umanità, ovvero che sono esseri umani e che quindi sbagliano: non persone perfette, ma peccatori perdonati». Se l’annuncio della vocazione ha raggiunto noi, siamo certi che può raggiungere anche altri.

Tesi di ricerca dottorale, studio precedente all’indizione e alla celebrazione del sinodo dei vescovi I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, il lavoro di Molon si colloca tra le linee che si sono dipanate nel più vasto processo avviato dal concilio Vaticano II e si fa guidare dall’ermeneutica della vita e del magistero di papa Wojtyla, capace non soltanto di “insegnare” ma anche di “accompagnare” i giovani a leggere e ad accogliere la vita nella prospettiva della vocazione. Attorno a questa esperienza e insegnamento si costruisce l’offerta di un insieme di indicazioni e di un percorso rivolto agli animatori vocazionali e agli altri operatori pastorali che desiderano camminare accanto ai giovani, sui sentieri della scoperta dell’appello che Dio rivolge a loro.

Il punto di vista scelto è la categoria dell’ospitalità, cioè «quello stato interiore per cui uno entra in contatto profondo con un’altra figura e si sente in qualche modo capito, accolto, interpretato – scrive Molon –; riesce a riconoscersi, rileggersi, ritrovarsi, e in parte anche a immedesimarsi in essa. Da ciò nasce quella fiducia che spinge a lasciarsi guidare verso una nuova prospettiva, e il coraggio di immaginarsi in un’esistenza diversa da quella in cui ci si trova». Il segreto del feeling instaurato fra Giovanni Paolo II e i giovani, la molla che fa scattare la categoria dell’ospitalità, è individuato da Molon nei nove atteggiamenti citati, che descrivono uno stile di relazione: stima, fiducia, ascolto, empatia, autenticità, coraggio, interezza, gioia, gratitudine. Uno stile che anche oggi può essere considerato efficace per dischiudere ai giovani del nostro tempo la prospettiva vocazionale, secondo un percorso di annuncio e di approfondimento della vocazione, che l’autore tematizza come frutto finale e originale della sua ricerca.

Il risultato diventa Un cammino fatto con stile, come indica il titolo dell’ultimo capitolo, che si propone come traccia di un itinerario concettuale ed esperienziale – in nove tappe, ciascuna scandita da quattro ingredienti principali: l’attenzione per l’atteggiamento di volta in volta considerato, il confronto con la parola di Dio, il contatto con una testimonianza colta dalla “viva voce” di Giovanni Paolo II e una proposta di preghiera – che accompagnatore e accompagnato possono percorrere insieme, lasciandosi stimolare da quegli atteggiamenti relazionali che più aiutano a scoprire e a rispondere alla propria personale chiamata.

Scarica l’indice e un estratto del libro.

 

Autore. Giovanni Molon (1977) è presbitero della diocesi di Padova dal 2010. Presso la Pontificia Università Gregoriana ha conseguito il diploma per formatori al sacerdozio (CIFS, 2011), la licenza (Istituto di spiritualità, 2012) e il dottorato in teologia spirituale (2019), difendendo il presente lavoro di tesi. Dal 2012 svolge servizio nel seminario maggiore di Padova. È stato educatore e animatore vocazionale. Attualmente ricopre l’incarico di padre spirituale.

Paola Zampieri

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