Universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa

COMUNICATO STAMPA 39/2017

COMUNICATO STAMPA 39/2017

Padova, 9 ottobre 2017

UNIVERSALITÀ DEI DIRITTI DELL’UOMO
in prospettiva interculturale e interreligiosa

La rivista della Facoltà, Studia patavina, affronta la questione dei diritti dell’uomo a partire da competenze differenti – filosofiche, giuridiche, teologiche, sociologiche – e facendo anche riferimento ai casi concreti
del mondo islamico e delle culture asiatiche.
Nel fascicolo è contenuto anche un contributo sulla questione delicata delle coppie irregolari,
approfondita a partire dal cap. VIII di Amoris laetitia.

 

Il nuovo numero della rivista della Facoltà teologica del Triveneto Studia patavina (2/2017, in uscita in questi giorni) propone un focus sul tema: Universalità dei diritti dell’uomo in prospettiva interculturale e interreligiosa. A partire da competenze differenti – filosofiche, giuridiche, teologiche, sociologiche – si affronta la questione: i diritti dell’uomo possono costituire una piattaforma etica come terreno d’incontro tra i diversi popoli con le loro differenti culture e le loro differenti concezioni religiose?

«I diritti dell’uomo, proprio nell’affermazione del loro carattere universale, appaiono essere, in realtà, il frutto di una storia e di una cultura particolari, non immediatamente comprensibili e traducibili all’interno di orizzonti culturali differenti. Universalità e particolarità appaiono così essere inscindibilmente connesse nella nozione dei diritti umani» scrive nell’editoriale Valerio Bortolin, che ha insegnato filosofia alla Facoltà e all’Issr di Padova e ha curato il focus prima di lasciarci improvvisamente il 10 giugno scorso (la rivista gli dedica un ricordo a firma dell’amico e segretario generale della Facoltà, Gaudenzio Zambon). «La consapevolezza dell’importanza della dimensione religiosa e culturale della vita umana, non astrattamente separabile dalla dimensione pubblica e civile, – prosegue Bortolin – ci permette di coglierne la rilevanza non solo teorica, ma anche pratica, particolarmente in un mondo come il nostro nel quale persone di religioni e culture differenti si confrontano quotidianamente tra di loro».

Oltre all’editoriale, l’approfondimento si articola in sei contributi, prevalentemente di docenti dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Padova. Apre la riflessione Francesco Viola, docente emerito dell’Università di Palermo, che mette in luce l’esistenza di due strade possibili, non alternative tra di loro, per esplorare l’universalità dei principi: quella che dal particolare risale all’universale, sulla base di un approccio ermeneutico, e quella, di tipo ontologico, che dall’universale discende al particolare, attraverso il riferimento a una comune natura umana come fondamento ultimo dei diritti.
Valerio Bortolin riprende le due vie cercando di coglierne l’intreccio nelle impostazioni in apparenza contrapposte di Jacques Maritain e di Simone Weil. Enrico Riparelli (Issr di Padova), collocandosi dal punto di vista teologico, si propone di evidenziare l’apporto che le religioni, senza rinunciare alla loro specificità e senza ridursi a essere semplici produttrici di valori etici, possono dare ai diritti umani.
Enzo Pace e Giangiorgio Pasqualotto (Università di Padova), a partire dalla loro competenza specifica, offrono due riflessioni rispettivamente su come si pone attualmente la questione dei diritti umani nell’islam e sul rapporto tra diritti umani e valori in Asia. Giuseppe Manzato (Issr di Padova), infine, collocandosi all’interno della tradizione che ha generato i diritti dell’uomo, la tradizione cristiana, sviluppa una serie di considerazioni critiche nei confronti dell’attuale cultura occidentale.

«Il risultato che mi pare emergere dai contributi colti nel loro insieme – conclude Bortolin – è la presa di coscienza che, in quanto strumento storico, pur nella relatività e nell’ambiguità della loro formulazione, i diritti dell’uomo rappresentano una tappa significativa di quel cammino di civiltà che ha caratterizzato, anche se in forme diverse, la storia dell’umanità. Il loro riconoscimento e apprezzamento non possono quindi che essere accompagnati dal desiderio di proseguire il cammino, andando, in riferimento al rispetto dovuto a ogni essere umano, nella direzione di una prospettiva sempre più universalistica. A tale cammino ogni cultura, attingendo ai tesori religiosi, etici, spirituali presenti nella propria tradizione, può e deve dare il proprio contributo, interpellando e lasciandosi interpellare dalle altre culture».

Fra gli altri articoli della rivista si segnala il contributo di Giampaolo Dianin, docente di morale sessuale e familiare alla Facoltà, dal titolo Accompagnare, integrare, discernere. Riflessioni sul cap. VIII di Amoris laetitia. Lo studio affronta la questione delicata delle coppie irregolari cercando una lettura fedele al testo; dopo aver confrontato il testo di papa Francesco con le indicazioni di Giovanni Paolo II vengono approfondite le argomentazioni morali e pastorali che stanno alla base di alcuni passaggi delicati dell’esortazione.

Il volume 2/2017 può essere richiesto (al costo di € 17,00) a studiapatavina.abbonamenti@fttr.it

Copie omaggio per recensione sono a disposizione per i colleghi giornalisti.

In allegato gli abstract degli articoli della rivista (StPat 2-2017 indice e abstract).

condividi su