AA 26/27 Secondo ciclo – Percorsi di ricerca ed esperienze di senso

Offerta formativa aa 2026/2027 Percorso di teologia – specializzazione in Teologia spirituale. Un approfondimento della spiritualità cristiana dal punto di vista biblico, teologico, storico e psicologico, con l’attenzione anche a prospettive interculturali, ecumeniche e interreligiose. Per ascoltare e interpretare un bisogno oggi sempre più diffuso. Intervista alla vicedirettrice Marzia Ceschia.

Un approfondimento della spiritualità cristiana dal punto di vista biblico, teologico, storico e psicologico, con l’attenzione anche a prospettive interculturali, ecumeniche e interreligiose: una proposta dinamica, aperta al dialogo e all’interdisciplinarietà, che può incontrare diversi tipi di interesse. La specializzazione in Teologia spirituale della Facoltà teologica del Triveneto  si propone come un percorso che contribuisce ad allargare gli orizzonti e soprattutto ad affinare l’ascolto della ricerca di senso dell’umanità contemporanea offrendo categorie solide per interpretare il bisogno di spiritualità e per discernerne la specificità cristiana.
Da qualche mese la nuova vicedirettrice del secondo ciclo di studi teologici è la professoressa Marzia Ceschia, docente di teologia spirituale e incaricata, in particolare, di seguire l’indirizzo di Teologia spirituale. È la prima volta che una donna assume questo incarico. L’abbiamo intervistata.

Professoressa Ceschia, qual è la peculiarità della specializzazione in Teologia spirituale?
«Avviato nel 2008, il percorso di specializzazione in Teologia spirituale si prefigge di rispondere all’esigenza di formazione spirituale di religiosi e religiose, presbiteri, laici e laiche, operatori pastorali. Offre una opportunità di approfondimento e di ricerca scientifici, considerando la spiritualità cristiana dal punto di vista biblico, teologico, storico e psicologico, con l’attenzione anche a prospettive interculturali, ecumeniche e interreligiose».

Oggi questo è un ambito che desta un notevole interesse.
«Si tratta di un ambito di studio che intercetta un diffuso interesse per la “spiritualità” ma anche il bisogno di avere delle categorie solide per interpretarla e per discernerne la specificità cristiana. Va pure evidenziato che negli ultimi anni la Facoltà ha fatto la scelta, venendo incontro a una forte richiesta in questo senso, di rinforzare la proposta biblica, assicurando più corsi tematici tanto sull’Antico che sul Nuovo Testamento, comuni alle due specializzazioni in teologia pastorale e spirituale».

Entrambi gli indirizzi di specializzazione della Facoltà, Pastorale e Spirituale, sono inseriti nel quadro della teologia pratica. Come vengono caratterizzati da questa prospettiva?
«Questa scelta assegna una particolare importanza all’indagine sui vissuti, sulle esperienze spirituali individuali ed ecclesiali. Non una conoscenza intellettualistica, dunque, ma un’attenzione costante all’analisi dell’agire, del testimoniare, del rapporto tra azione e contemplazione».

Qualche esempio?
«L’esperienza spirituale è considerata nel suo sviluppo storico – nei due corsi, ad esempio, di storia dell’esperienza spirituale – con approfondimenti dedicati a specifiche spiritualità – nell’anno accademico 2026/27 il prof. Antonio Ramina tratterà la spiritualità francescana – o personalità – la figura di J. Henry Newman sarà al centro del corso del prof. Michele Marchetto e il prof. Maurizio Girolami offrirà una lettura del De magistro di Agostino. Negli anni sono stati proposti, inoltre, corsi sulla meditazione cristiana, sulla preghiera, sulla teologia del martirio, sull’accompagnamento spirituale e il discernimento, sulla spiritualità familiare, sulle nuove spiritualità, approfondendo ambiti che oggi risvegliano un vivo interesse e che, per i nostri studenti, sono l’occasione di riscoprire la ricchezza di una tradizione cristiana spesso ignorata o conosciuta solo superficialmente».

Particolarmente caratterizzante la specializzazione è il seminario-laboratorio di durata annuale. Quale dimensione della teologia spirituale sarà sviluppata nel prossimo anno accademico?
«L’attenzione si focalizzerà sul tema della via pulchritudinis, la bellezza come luogo teologico, luogo di esperienza spirituale. Con lezioni frontali e attività seminariali si presenteranno diverse prospettive e sfaccettature dell’argomento, con l’attenzione a valorizzare il contributo degli studenti provenienti da altri continenti, affacciandoci su altre estetiche per cogliere differenze, convergenze e costanti».

L’offerta formativa è rivolta sia a studenti che scelgono il percorso completo, biennale, di studio sia a chi si accosta a determinate tematiche optando per singoli corsi.
«Il panorama è molto ricco e incentiva la ricerca, ma costituisce pure un’opportunità seria di formazione per uditori anche non direttamente impegnati in campo teologico. Penso a docenti di discipline umanistiche o a persone impegnate nell’accompagnamento spirituale in diversi ambiti oppure all’aggiornamento di presbiteri e consacrati, a laici attivi su vari fronti ecclesiali, ma anche in settori come il giornalismo, l’editoria. Sono convinta che un percorso di questo tipo contribuisca ad allargare gli orizzonti e soprattutto ad affinare l’ascolto della ricerca di senso dell’umanità contemporanea».

Sono previste proposte, in particolare, per chi opera in ambito parrocchiale e formativo?
«Verrà riproposto un corso sull’accompagnamento e il discernimento spirituale (prof. Giovanni Molon); insieme a un altro corso che mette a confronto le dinamiche intrapsichiche e l’esperienza spirituale (prof. Antonio Bertazzo) credo costituisca un ambito di approfondimento utile e spendibile anche per chi, a vari livelli, si occupa di educazione. Si intende inoltre attivare un corso di spiritualità liturgica (prof. Sebastiano Bertin) che può essere una valida opportunità formativa anche per quanti, nelle parrocchie, sono impegnati nel gruppo liturgico».

La lettura e analisi dei testi di spiritualità costituisce un caposaldo nella formazione spirituale.
«Il corso che terrò in proposito ha l’intento di dare agli studenti un metodo per un approccio corretto e rispettoso ai testi stessi, considerati nel contesto storico-spirituale-simbolico degli autori di diversi momenti della storia dell’esperienza spirituale. Potrebbe essere una buona proposta di studio e approfondimento anche per studenti universitari o docenti di altre discipline umanistiche che nei loro percorsi accademici o di insegnamento potrebbero imbattersi in scritti che richiedono anche una prospettiva teologico-spirituale per essere coerentemente interpretati».

Altre proposte per completare il quadro della formazione offerta?
«Tra i corsi comuni ai due indirizzi di licenza, uno raccoglierà la provocazione contemporanea alla teologia a pensare al futuro del cristianesimo (prof. Ugo Sartorio), mentre le proposte bibliche svilupperanno il tema della fraternità (prof. Daniele La Pera), della giustizia (prof. Ernesto Borghi) e della comunità negli Atti degli Apostoli (prof. Carlo Broccardo). Interessanti sono anche i corsi di teologia pratica del giovedì sera, interamente online: si tratta di quattro moduli, due per ciascun semestre, che affrontano tematiche molto attuali quali la ministerialità, l’abuso, la teologia del laicato, le domande dei cristiani lgbt+».

Paola Zampieri

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