È tempo di osare un nuovo inizio

Dies academicus 2012

Il settimo anno di vita della Facoltà Teologica del Triveneto è stato inaugurato mercoledì 29 febbraio 2012. Il Dies academicus si è svolto nell’aula magna – teatro del seminario di Padova e si è aperto con il saluto del vice gran cancelliere, il vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo, e del gran cancelliere, il vescovo di Gorizia mons. Dino De Antoni.

 

Per la prima volta la parola è stata data anche agli studenti della Facoltà (in quest’anno accademico gli iscritti sono 2620, di cui 2150 laici – grafico ►), rappresentati da Stefania Finali che ha evidenziato come la Facoltà offra agli studenti «nei vari ambiti di ricerca, quali ad esempio quello dell’educazione, dell’intercultura, delle comunicazioni, della bioetica, dell’economia, della politica, dell’ecologia la possibilità di acquisire le conoscenze, le competenze e le capacità adeguate per divenire voci qualificate di una riflessione critica, secondo una lettura di fede della realtà, in comunicazione con prospettive di diverso orientamento. Riteniamo – ha sottolineato – che nella società contemporanea non può assolutamente venire meno il punto di vista del credente». Guardando al loro futuro, gli studenti auspicano che le competenze teologiche acquisite «possano trovare una maggiore valorizzazione all’interno delle diocesi e siano messe al servizio anche delle realtà e istituzioni pastorali»; un’altra sfida «che mette in gioco tutta la facoltà, nelle sue diverse componenti, è quella relativa allo sbocco professionale, attualmente non facilmente spendibile in settori diversi dall’insegnamento della religione» (in allegato il testo completo dell’intervento degli studenti ►).

 

Portando il suo saluto, il magnifico rettore dell’Università di Padova, prof. Giuseppe Zaccaria, ha ricordato la convenzione stipulata un anno fa tra l’ateneo padovano e la Facoltà Teologica come un’occasione «per fare maturare lo spirito di dialogo e di riconoscimento reciproco, di confronto costruttivo tra le due istituzioni, in una logica di razionalità e di atteggiamento critico e superando le tentazioni di un avvitamento identitario».

 

Il preside della Facoltà, prof. Andrea Toniolo, ha poi presentato la relazione sulla vita accademica ►, inserendola nel contesto pastorale sollecitato dallo stimolo della nuova evangelizzazione e declinandola secondo le principali prospettive di impegno raccolte attorno a tre punti nodali: qualità (rapporto studenti/docenti; biblioteche; didattica; learning outcomes; scambi internazionali; borse di studio; promozione della qualità), ricerca (nei quattro ambiti: “pratico”; interculturalità e rapporto tra le religioni; famiglia e giovani; scienza e fede), valorizzazione professionale della teologia.

 

La prolusione d’inizio anno accademico è stata tenuta dal prof. Thomas Söding, docente di Nuovo testamento all’Università di Bochum in Germania e membro della Commissione teologica internazionale, che ha sviluppato il tema Osare un nuovo inizio. Prospettive neo-testamentarie sulla nuova evangelizzazione.

Söding ha analizzato la Lettera agli ebrei evidenziando come essa rappresenti l’esempio paradigmatico di nuova evangelizzazione nel Nuovo Testamento: alla debolezza nella fede e alla crisi della fede dovuta alla durezza d’orecchi dell’uomo, viene risposto «vitalizzando la professione in Cristo e ciò avviene mediante l’indicazione di quanto ricco di vita sia lo stesso Gesù Cristo e di quanto divengano vitali coloro che credono in lui». Compito dell’«alta arte della teologia» è «stare al polso del tempo e avvertire il respiro dell’eterno, ascoltare la parola di Dio ed esprimere in tal modo l’umano, guardare a Cristo e vedere in lui, uomo sofferente, il Dio eterno che accoglie gli uomini nella propria luce, traendoli dalla loro cecità nei confronti di Dio». D’altra parte «il vangelo può essere diffuso solo se vi sono uomini che lo testimoniano; e questi lo possono testimoniare solo se essi stessi sono credenti e credibili».

Altro punto evidenziato da Söding è la novità del vangelo, ribadita da più parti nel Nuovo Testamento: «Se non vi fosse nulla di nuovo da dire, non vi sarebbe alcun Vangelo. Per tale ragione il pathos del rinnovamento segna ogni annuncio cristiano» e quindi «ogni evangelizzazione è una nuova evangelizzazione: «La Buona Novella non invecchia, perché Dio stesso, il vivente, è sempre giovane e la sua parola sempre nuova. A questo punto però anche la fede che ascolta la parola di Dio è sempre nuova, e così pure la vita che essa ispira». E ancora: «Il cristianesimo è sin dall’inizio un movimento missionario, perché è una religione della fede. Esso è sin dal suo principio un movimento che punta alla formazione, dato che considera come un’unità il credere e il comprendere. Per tale motivo la missione e la catechesi giocano sin dagli inizi un ruolo predominante nella diffusione del cristianesimo».

Venendo alle prospettive del tempo presente, Söding ha affermato che «la strategia della nuova evangelizzazione non potrà consistere unicamente nella propagazione del catechismo, bensì dovrà piuttosto, come formulava il Concilio Vaticano II, apparecchiare in maniera più ricca la “mensa della Parola” e creare nuove possibilità di accedere alla Sacra Scrittura. Ciò presuppone un ampio spettro di iniziative di pastorale biblica e queste non devono limitarsi a fornire informazioni sulla Bibbia, quanto piuttosto introdurre nella stessa. La nuova evangelizzazione consiste in un’alfabetizzazione. La lettera agli Ebrei ha stabilito i parametri: essa impiega la Scrittura al fine di trovare un linguaggio della fede; la Scrittura non le interessa però solo in quanto alla lettera, bensì come mezzo per lo Spirito, che rende viva la parola di Dio perché apre le orecchie e i cuori degli uomini». È un cammino in cui giocano un ruolo fondamentale gli esempi positivi, i testimoni viventi della fede, valorizzati anche dagli strumenti offerti dalle nuove tecnologie. Dice infatti Söding: «Non è forse giunto il tempo di utilizzare Internet per creare una rete globale di simili storie da diverse regioni e culture? Non è forse il Vangelo stesso un facebook? Le persone non mostrano forse sin dall’inizio il proprio volto per rendere plausibile la dimensione umana del mistero divino?». La fede oggi non viene solo ricevuta e trasmessa, bensì anche cercata e vissuta; essa si dà sempre nell’oggi e nei luoghi della vita, nella città, nella pluralità e nella mobilità della modernità.

«La nuova evangelizzazione, ha concluso Söding, non rappresenta solo un progetto di riforma della chiesa, bensì del mondo. Se la nuova evangelizzazione riesce a fornire ali alla fede, allora ottiene il medesimo risultato anche per la solidarietà; se rafforza il senso dell’infinito, allora anche il senso per il finito, per ciò che va fatto in questa città, in quanto essa non rimane, e per ciò che a tale città va dischiuso, affinché non si chiuda a quell’altra. È tempo di cominciare. È tempo di osare un nuovo inizio».

 

Il Dies academicus si è concluso con due brani musicali di Giuseppe Tartini e di Antonio Vivaldi eseguiti da giovani musicisti della Bottega Tartiniana: Luca Ranzato al violino e Irene Zatta al violoncello.

 

Per la prima volta quest’anno il Dies è stato trasmesso in diretta sul sito della Facoltà. La registrazione è disponibile cliccando sul seguente link:

http://www.virtualmeeting.info/fttr/diesacademicus2012/index.html

 

 

Paola Zampieri

 

Album fotografico del Dies academicus 2012

 

 

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