2003 – fascicolo 2

Studia Patavina – anno L (2003) – fascicolo 2 (maggio – agosto)

Articolo

GIUSEPPE TRENTIN
Wihelm Klein: il più significativo teologo cattolico del Novecento?

Ricerca

GABRIELE FADINI
Temporalità escatologica. San Paolo nella lettura di Heidegger

Problemi e discussioni

RICCARDO NANINI
Raffaele Pettazzoni e la fenomenologia della religione

JUAN IGNACIO ARRIETA
L’organizzazione della Curia diocesana al servizio della chiesa particolare

THÉONESTE NKERAMIHIGO
La chiesa cattolica nella regione dei Grandi Laghi

Rassegna

SIMONE MORANDINI
Pensare la vita: un’esplorazione tra etica e biologia

Note

ERMANNO ROBERTO TURA
Il sacramento del perdono tra ieri e domani. Un libro, una accusa e un sogno

STEFANO VISINTIN
Teologia e scienze naturali in Karl Rahner. Proposta di un modello dialogico

EMANUELA SPARTACHI
La questione femminile in Edith Stein

LUCA VONA
Arnold Schoenberg. Una teologia apofatica in musica

Schede e segnalazioni bibligrafiche

Libri ricevuti



GIUSEPPE TRENTIN
Wihelm Klein: il più significativo teologo cattolico del Novecento?

Nell’articolo viene tracciato un profilo della figura e del pensiero di Wilhelm Klein, di cui K. Rahner una volta disse: è forse il più grande teologo cattolico del Novecento. Ma nessuno, all’infuori di una ristretta cerchia di amici e di ex-alunni, conosce o sa chi sia veramente Wilhelm Klein. Anche perché durante la sua vita questo straordinario filosofo e teologo non ha mai scritto, né pubblicato nulla. Recentemente sono venuti alla luce, alquanto fortunosamente, alcuni suoi manoscritti. È quindi possibile documentare un pensiero di cui finora esisteva solo una tradizione orale. L’articolo informa sulla vita dell’autore, la singolare storia dei suoi manoscritti, le sue intuizioni e impulsi teologici, ma soprattutto sulla sua teologica interpretazione del “mistero di Maria”, figura e simbolo della creazione, nella quale il creatore si è creato, si crea e sempre si creerà una natura creata per incarnarsi e superare l’infinita distanza che separa l’infinito dal finito. 

The article outlines a profile of the figure and thought of Wilhelm Klein, once said by K. Rahner to be probably the greatest catholic theologian of the twentieth century. And yet nobody apart from a small circle of friends and former students knows much at all about Klein and his work, due mainly to the fact that during his lifetime this extraordinary philosopher neither wrote or published. Recently some of his manuscripts have fortunately come to light, which have enabled what was until recently an exclusively oral transmission of his thought to be documented. The article presents the life of the author, the remarkable history of his manuscripts, his theological intuitions and impulses, and in particular his theological interpretation of the “mystery of Mary”, figure and symbol of creation, in whom the creator created, creates and will always create for him-self a created nature in whom to become flesh and cross the infinite distance between the finite and the infinite.

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GABRIELE FADINI
Temporalità escatologica. San Paolo nella lettura di Heidegger 

L’articolo è un commento al corso tenuto da Heidegger nel 1920 presso l’Università di Friburgo dal titolo “Einleitung in die Phaenomenlogie der Religion”, in cui il filosofo tedesco interpreta le epistole ai Tessalonicesi di san Paolo. Il testo redatto, da un lato cerca di mostrare come la radicalità filosofica imponga la domanda su Dio, e quindi la riflessione teologica; mentre dall’altro cerca di mostrare come l’escatologia paolina nell’interpretazione heideggeriana sia aperta dall’evento della conversione e caratterizzata da un suo ritorno costante.

The article comments on the course given by Heidegger at the University of Freeburg in 1920 entitled “Einleitung in die Phaenomenologie der Religion”, in which the German Philosopher interprets St.Paul’s letter to the Thessalonians. The article aims to demonstrate how the radicality of philosophy inevitably leads to the “question” of God, and therefore theological reflection; it also attempts to demonstrate how Heidegger’s interpretation of Pauline eschatology is open to the event of conversion and characterised by its constant return.

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RICCARDO NANINI
Raffaele Pettazzoni e la fenomenologia della religione

Questo saggio tratta del rapporto e della possibile vicinanza dello storico delle religioni italiano Raffaele Pettazzoni (1883-1959) con la fenomenologia della religione “classica”, con particolare riferimento a Geradus van der Leeuw e Mircea Eliade. Si tratta di un rapporto di lunga data, testimoniato dalla simpatia pettazzoniana verso la disciplina ma anche da un atteggiamento di notevole ambiguità, che ha consentito alla maggior parte dei discepoli dello scienziato e prosecutori della storia delle religioni italiana, di tendenze storiciste, di minimizzarne vigorosamente la portata. Qui si sostiene la grande forza dell’idea dell’autonomia della religione, che Pettazzoni sviluppa e definisce proprio con l’aiuto dei fenomenologi della religione contro ogni tendenza riduzionistica, benché l’equilibrio su cui si basa la “scienza integrale delle religioni”, la sintesi a lungo ricercata da Pettazzoni tra storia delle religioni e fenomenologia della religione, si caratterizzi come alquanto fragile, in riferimento soprattutto alla diversità di atteggiamento verso Leeuw ed Eliade.

This Essay deals with the relation and the possible proximity of the Italian historian of religions Raffaele Pettazzoni (1883-1959) to the “classical” phenomenology of religion, with particular reference to Gerardus van der Leeuw and Mircea Eliade. It is a long-standing relation, attested by the Pettazzoni’s favour to that discipline, but also by a considerably ambiguous attitude, that has allowed to the most of disciples of the scholar and continuators of Italian history of religions, with historicist trends, to play down vigorously its significance. Here we uphold the great force of the notion that religion is an autonomous fact, that Pettazzoni develops and determines right with the assistance of the phenomenologists of religion against any reductionistic trend. Nevertheless, the equilibrium on which is based the “general science of religions”, the synthesis a long time sought by Pettazzoni between history of religions and phenomenology of religion, turns out to be quite frail, with reference above all to the different attitudes towards Leeuw and Eliade.

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JUAN IGNACIO ARRIETA
L’organizzazione della Curia diocesana al servizio della chiesa particolare

L’articolo offre una riflessione circa il luogo teologico e giuridico che corrisponde alla Curia diocesana, in quanto strumento di governo del Pastore diocesano, e sulla posizione che di conse-guenza occupano i vari uffici ecclesiastici operanti al suo interno. Sulla base dei principi che struttu-rano la Chiesa particolare, vengono anche presentati alcuni criteri organizzativi e di governo nel-l’ambito di questa struttura, così come alcuni criteri che debbono guidare i rapporti della Curia con altri organismi diocesani.

The article offers some thoughts on the theological and juridical role of the diocesan Curia as an instrument of government for the diocesan Bishop, and the consequent position occupied by the various ecclesiastical offices operating within it. On the base of the principles that define the structure of the Particular (diocesan) Church, the article presents some organisational and administrative criteria, as well as some criteria, which should determine the relationship between the Curia and other diocesan institutions.

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THÉONESTE NKERAMIHIGO
La chiesa cattolica nella regione dei Grandi Laghi

L’autore, gesuita zairese, fa una rassegna dei problemi della regione africana dei grandi Laghi (un intreccio di politica, chiesa cattolica,etnie) e dei percorsi (ma anche dei compiti attuali) dell’africanizzazione del cristianesimo nei secoli XIX (fine) e XX.

The author, a Zairian Jesuit, assesses the problems of the great lakes region of Africa (a weave of politics, Church and ethnic groupings), and the itineraries followed (and current challenges) by the Africanisation of Christianity in the late nineteenth and twentieth centuries.

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SIMONE MORANDINI
Pensare la vita: un’esplorazione tra etica e biologia

La tradizione cristiana ha sempre caratterizzato la sua riflessione in materia di etica ambientale con una precisa opzione antropocentrica, purtroppo talvolta criticata a causa di interpretazioni riduttive. Nel confermarne sostanzialmente la validità l’A. sottolinea, però, la necessità di ripensarne il valore nel confronto con la nozione di vita quale viene elaborata dalla biologia contemporanea. La prospettiva è quella di un dialogo tra scienza ed etica, attento alla specificità degli approcci, ma anche all’esigenza di un confronto articolato.

The reflection on environmental ethics in the Christian tradition has always been distinguished by a precise anthropocentric option, sometimes criticised on account of reductive interpretations. The Author, whilst confirming the substantial validity of such an approach, nevertheless underlines the need of a re-evaluation of its validity in the light of the notion of life being elaborated by contemporary biology. The prospective is one of a constructive dialogue between science and ethics, which pays attention to the specificity of the differing approaches whilst recognising the need for an articulated comparison.

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